Che siate fotografi, musicisti, pittori o poeti poco importa, non serve essere grandi in nessuna di queste arti per avere sensibilità. Non serve essere citati come modelli o essere punti di riferimento nelle arti, serve ben altro per rimanere eterni…

Si quello che dobbiamo sperare di diventare è di essere modelli da seguire, non nell’arte ma nella vita.

Pochissimi di noi un giorno saranno ricordati per le capacità artistiche che abbiamo, ma di certo il ricordo verrà solo se siamo riusciti a diventare modelli per chi ci segue…per i nostri figli, per i figli dei nostri figli e per chi ci circonda.

Perché quindi quest’articolo? Perché giornalmente leggo storie di uomini e donne che ogni minuto del giorno lottano per dare un mondo migliore a chi verrà dopo di noi e a loro va tutto il mio GRAZIE.

Da poco seguo gruppi su FaceBook dove si parla sempre e solo delle solite cose, critiche a quella foto piuttosto che all’altra, opinioni diverse fino anche ai litigi e ancor peggio alle minacce solo per aver scattato una foto, solo per aver voluto fermare un attimo di tempo che sicuramente non tornerà mai più.

La fotografia, così come altre forme d’arte è sensibilità, vedere oltre ciò che si produce, raccontare una storia, immergersi in un sentimento: essere vivi.

Più passa il tempo e più mi rendo conto che stiamo perdendo quella sensibilità. Corriamo sempre verso un qualcosa di effimero, che magari ci fa star bene qualche minuto ma che in verità non ci lascia nulla che non l’amaro in bocca.

E allora voglio ringraziare TUTTE quelle persone che nell’anonimato giornaliero insegnano ai nostri figli cosa sia la convivenza, il rispetto e l’amore verso il prossimo.

A tutti coloro che donano il loro tempo , che è il bene più importante, verso gli altri.

Scrivo questo perché proprio pochi giorni fa leggevo di un articolo comparso su Repubblica (ndr la fotografia è presa dal sito del quotidiano) dove una scolaresca di bambini si è prodigata ad aiutare il proprio compagno sofferente di epilessia, grazie alla sensibilità della loro maestra.

Ebbene si quell’insegnante è diventata un modello per l’Italia, per i medici per i suoi colleghi e per molti genitori.

In un paese dove quasi giornalmente si legge di qualche genitore che è andato a picchiare il professore di turno solo per il fatto di aver ripreso il figlio, questa bella storia fa notizia.

E di queste storie l’Italia è piena. Strano paese il nostro, dove facendo la cosa normale diventi un esempio. Un paese che ha bisogno di eroi è un paese in difficoltà, dove si perde la giusta via che alla fine è abbastanza semplice….noi adulti abbiamo solo la grandissima responsabilità di lasciare un mondo migliore a chi ci seguirà, senza fermarci a pensare ai nostri vantaggi personali ma in un respiro più grande a tutti.

Questo articolo di certo è lontano dai restanti. Non parlo di fotografia, non parlo di tecnica e tanto meno di un prodotto o di un altro…parlo di sensibilità che poi non è nient’altro che la base per chi ama una qualsiasi arte.

Per essere quindi un buon fotografo bisogna essere una persona sensibile giusto per rimanere in tema. Abbiamo giocattoli costosi in mano, molto costosi ma se perdiamo il senso dell’ingenuità e della leggerezza che contraddistinguono i bambini, perdiamo la cosa più importante che abbiamo.

Un grande fotografo deve restare un bambino e magari continuare a guardare il mondo con i suoi occhi, magari tenendosi per mano con chi ha ancora voglia di aiutarlo a inseguire il suo sogno.

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