Salve a tutti, cominciamo con le presentazioni. Mi chiamo Maurizio Peis e si lo ammetto, sono un fotografo amatoriale da ormai più di vent’anni.

Potrebbe essere l’inizio di una seduta per disintossicarsi dall’uso della reflex, perchè che si voglia o no, se siete qui a leggere queste righe probabilmente lo siete anche voi, malati di Fotografia.

Ma continuiamo la nostra presentazione. Come tanti ho cominciato a scattare con la prima macchina fotografica trovata a casa, una preistorica Comet ereditata da mio padre ma ben presto ho preso una reflex Zenith, fantastica, con cui ho provato i primi scatti Macro della mia vita. Avete idea di quanti denari sono volati in sviluppo di rullini!! Beh tanti credetemi sulla parola.

Ma cos’è la fotografia “Macro” o Macrofotografia? Una Macro è letteralmente un’immagine ingrandita di un soggetto molto piccolo che ci permette di evidenziarne i dettagli più particolari che a occhio nudo non riusciremo a vedere. Questo è il fascino di questa tecnica.

Cosa serve per scattare fotografie Macro? Generalmente basta un obiettivo apposito, in commercio ce ne sono di diversi tipi e con altrettanti diversi prezzi, le case produttrici ne hanno di vari tipi nel loro arsenale sia con ottiche fisse come il Nikon AF-S VR Micro-Nikkor 102 mm o il Canon EF 100 mm f/2,8, altre invece hanno ottiche tele zoom come il non proprio giovane Tamron 70-300 f/4-5,6 Di LD Macro.

Vediamo quali sono i vantaggi nell’uso di uno fisso piuttosto che uno dotato di zoom o viceversa, personalmente utilizzo tutti e due i sistemi in base al tipo di scatto che voglio ottenere, lo zoom permette di avvicinarci senza disturbare a tutti gli insetti (se vogliamo fotografare insetti naturalmente) che sono occupati nel loro lavoro quotidiano, ma che certo non vogliono essere seccati dalla nostra presenza invadente. Ci permette chiudendo i diaframmi di ottenere un buon bokeh (sfocatura) omogeneo, naturalmente prestando attenzione all’esposizione, rischiamo infatti di ottenere foto troppo scure che dovremo necessariamente ritoccare in post produzione, e ai tempi di scatto che vanno da 1/250 in giù se vogliamo congelare in volo il soggetto o il battito d’ali.

Nella foto a fianco della vespa avevo impostato la macchina con un tempo di 1/1600 (effettivamente inseguivo una sua collega al volo), una sensibilità di ISO 500 e uno stop a f/10

Al contrario un obiettivo fisso invece non permette la zoommata, che è lasciata al nostro movimento corporeo, insomma ci dobbiamo avvicinare o allontanare noi dal soggetto, in caso di insetti durante il volo, secondo il mio parere è un po’ scomodo al contrario dovendo immortalare un soggetto immobile o quasi, vedi fiori o altri soggetti poco movimentati l’obiettivo a focale fissa da grandi soddisfazioni,

Quanto si spende per poter acquistare un obiettivo Macro? A meno che tutti abbiate grosse disponibilità economiche per poter acquistare obiettivi come i primi due indicati prima, allora correte a comprarvelo. Diversamente possiamo optare per un altra soluzione molto meno onerosa come un tubo di prolunga o una lente close\up.

I tubi di prolunga (che hanno diverse misure 12, 26 e 30 mm) permettono a un normale obiettivo non propriamente macro di allungare la distanza tra il sensore nel corpo macchina e l’obiettivo stesso, ve ne sono di due tipi che possiamo definire attivi e passivi, i primi permettono la connessione con l’obiettivo consentendo la messa a fuoco automatica, mentre i secondi sono solo dei semplici tubi senza nessuna connessione e quindi tutto l’apparato ottico può essere controllato solamente in manuale. Applicando un tubo di prolunga su un obiettivo zoom abbiamo la possibilità di aumentare il rapporto di avvicinamento classico di 1:1 avendo quindi l’opportunità di avvicinarvi in modo considerevole al nostro soggetto. Un consiglio che mi sento di darvi e di non utilizzare la messa a fuoco automatica ma di spostare avanti o indietro il corpo macchina\obiettivo, e quindi voi stessi.

Le lenti close up al contrario delle prolunghe che stanno tra obiettivo e corpo macchina, vengono avvitate anteriormente all’ottica di turno e ci permettono di ridurre la distanza tra la lente e il soggetto da immortalare. Anche con queste soluzioni possiamo ottenere ottimi scatti macro e, anche questi ad un costo decisamente accessibile. Esiste però un ma!! Che sarebbe la qualità dell’immagine, infatti potrebbero crearsi problemi di distorsione e\o aberrazioni dell’immagine, questo problema potrebbe essere risolto utilizzando non lenti singole ma lenti doppie permettendoci, ma a un costo superiore di avere delle foto di buona qualità.

Anche gli anelli invertitori permettono avvicinamenti discreti, questi invertono l’ottica dell’obiettivo e a un costo decisamente irrisorio potete sperimentare questa tecnica, consiglio per l’utilizzo dell’anello un ottica con la ghiera dei diaframmi con funzione manuale.

Insomma le possibilità per intraprendere questa tecnica fotografica sono tante, basta avere voglia di provarle e soprattutto avere voglia di scoprire un mondo che agli occhi umani è precluso se non con l’aiuto di strumenti appositi.

Non ho voluto volutamente approfondire e dilungarmi in dettagli tecnici quali diottrie ( per le lenti close up), regole matematiche di rapporti di ingrandimento etc per non spaventare o scoraggiare eventuali neofiti dello strumento fotografico. Una cosa che ho imparato in tutti questi anni è che la fotografia, qualsiasi tecnica si porti avanti ha qualcosa di magico. Ma non solo per il fatto puramente tecnico che congeli le immagini rendendole immortali, ma anche per fatto che ci permette di guardare oltre con gli occhi della mente quello che immortaliamo. La Macro, aiuta a renderci conto che esiste un mondo che vive affianco al nostro e se abbiamo l’abilità di saperlo cogliere da tante soddisfazioni.

Chiudo e vi saluto citando uno dei più grandi fotografi del ‘900: – Non ci sono regole per una buona foto, ci sono solo buone fotografie. Ansel Adams

Buona Luce a tutti.

Maurizio Peis

 

 

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