Nei giorni scorsi a Cagliari nei locali dell’ExArt di piazza Dettori si è svolta la mostra organizzata dalla Bottega della Luce, centro di formazione fotografica. Arrivo all’ingresso dell’edificio ed entrando trovo davanti a me due manifesti, uno in particolare mi colpisce, infatti recita queste parole: – Comunicare con le proprie immagini, concepire la fotografia prima di tutto come linguaggio e come possibilità di esprimere se stessi. Entro con i migliori propositi, finalmente una mostra fotografica non solo di bellissimi scatti di paesaggi al tramonto e di un meraviglioso, ma inflazionato, mare o ancora le classiche foto di strada (la Steet Photography per i più pignoli).

La prima serie di scatti che osservo hanno come protagonista il bacio, si proprio quello che due persone che si vogliono bene si scambiano affettuosamente. “Il Passo a due del Bacio” è il titolo della serie, scatti semplici, raffigurano due persone intente a scambiarsi questo gesto comune, forse perché proprio comune e semplice che a volte ci dimentichiamo di quanto può essere profondo il suo significato. Le immagini realizzate da Massyfly, nelle loro sfumature di bianco\nero e grigio riescono a portare l’osservatore ad ammirare una sequenza affettiva carica di passione, amore ed eros.
Proseguo nel mio viaggio nel mondo delle emozioni e vengo attirato dai bellissimi ritratti a colori di normalissime persone. Persone comuni ma gemelle. Unite nella vita in maniera indissolubile, forse in modo più forte e intenso della comune fratellanza sanguigna. Ognuno di loro seguirà, segue e ha seguito un percorso di vita al fianco dell’altro in maniera indipendente ma sempre con quel legame che li terrà uniti fino alla fine del loro tempo. La serie intitolata Tandem ha come autrice Valentina Serra.

Bidemortos che tradotto significa colui che vede le anime sospese tra la nostra dimensione e l’oltretomba, ci porta in un mondo quello delle case ormai disabitate della miniera di Monte Narba, dove abitazioni una volta vissute e ora ridotte a scheletri, sono ancora cariche di memorie ed emozioni ma solo per chi vuole vedere oltre i semplici ruderi. Con la serie di scatti di Gianluca Porceddu ho trovato una grande affinità, dovuta al fatto che vivendo in una zona mineraria come quella di Montevecchio, ho spesso vissuto queste emozioni visitando quello che rimane delle case dei minatori in piena solitudine e spesso in giornate di caldo dove l’unica voce era quella del vento. Come in trance il mio cammino all’interno dell’ExArt prosegue, ammiro opere figlie della ricerca di un linguaggio che cerca di farsi capire, come quando incontri persone di luoghi lontani che vogliono insegnarti a parlare la loro lingua carica di significati e non solo di suoni incomprensibili, basta solo avere la mente aperta per recepire quei suoni. E allora incontri gli scatti di Sara Sorrentino con Cubadream, per chi non ha visitato Cuba sono ottimi scatti con visi e occhi pieni di voglia di vivere sperando in un futuro migliore, ma per chi è andato in quei luoghi e ha potuto vedere e toccare con mano certe situazioni allora scatta la molla nostalgica e ricordi anche gli odori, suoni, sapori, sorrisi e la voglia di vivere di un popolo che per anni ha subito ma che riesce comunque a trovare forza e positività da una vita non certo facile.
Connessione Liquida di Stefano Atzeni. Acqua attira acqua e Stefano nei suoi scatti credo sia riuscito a creare quella suggestione di connessione con l’elemento base della vita facendomi ricordare come ci si può sentire immersi in questo elemento. Un misto di paura, ammirazione e pace. Ultima stanza, si apre con al centro gli scatti di Tiziana Orrù, in cerchio attorno a una macchina per la dialisi, da qui anche il nome della serie, immagini di una giornata tra aghi, medici, ansie, paure, speranza ma anche tanto coraggio e rapporti umani veri di persone che settimana dopo settimana vivono e riescono a sorridere nonostante le difficoltà.
L’ultima stanza ancora non è priva di sorprese, Stronger di Valeria Piras fonde arte pittorica e fotografia, una d’altronde è figlia dell’altra, per cui la loro fusione è un ottimo connubio e permette all’artista di trovare una sua dimensione di forza nata dagli ostacoli che la vita ci obbliga spesso a dover superare. Quegli ostacoli le permettono di plasmare la sua creatura regalando all’osservatore un ottimo lavoro.

 

Emozione dopo emozione arrivo alle immagini di Federica Guidi, la Solitudine, situazione in cui prima o poi ognuno ha dovuto fare i conti, forse l’avrei identificata in modo diverso, ma ciò non toglie patos a queste immagini in bianco e nero, soprattutto bianco, immenso e infinito spazio bianco che avvolge ogni anima sola centrando appieno il tema descritto.
Ripercorro a ritroso il percorso, mi accorgo di non aver osservato tutti gli angoli della sala allora mi imbatto negli ottimi ritratti si persone sagge, il viso pieno di rughe, rughe che sanno di strade percorse, di vite vissute, ancora di emozioni che Simone Cimo Mura rende quasi palpabili.

 

Mi dirigo verso l’uscita della sala, il pomeriggio è caldo, afoso, e rimanere dentro i locali della mostra, è anche piacevole. Ho ancora un attimo e arrivo all’esposizione di Alessandra Scoppetta. Lei ha voluto rendere il suo mondo, le sue esperienze, il suo pensiero in modo concreto. Non è facile rappresentare un sogno, ognuno di noi lo vede diversamente, lo vive diversamente, per cui è un lavoro complesso che ha bisogno di un percorso interiore che deve seguire un ragionamento a volte privo di guida per dar sfogo al suo profondo significato. Guida che deve essere ripresa cosi da incanalare lo stato d’animo e riuscire ad esprimersi come nelle sue immagini. Ci è riuscita bene Alessandra, tanto da essere inserita nelle pagine di Lezioni di Fotografia di Oliviero Toscani, con intervista e articolo di Settimio Benedusi (Per fotografare bene chiudete gli occhi, il titolo dell’articolo).
Andrea Cappai, Matteo Floris, Barbara Cau, Nicola Mascia, Mauro Liggi sono altri nomi non ultimi che hanno lasciato il loro segno in questa mostra di fine corso de La Bottega della Luce diretta da Alessandro Galimberti. Non ho ancor avuto il piacere di incontrare personalmente nessuno, ma ho potuto osservare il lavoro che questa scuola di fotografia porta avanti. La ricerca attenta, prima interiore di un sentimento in ognuno dei corsisti mi pare sia alla base per la comprensione prima e poi con la divulgazione del linguaggio fotografico per creare arte che emoziona.

Riprendo la strada verso casa in questo pomeriggio assolato in una Cagliari immersa nel suo tran tran quotidiano tra gente impegnata a chiacchierare, a fare shopping, turisti in visita che scattano foto con le loro macchine appese al collo e in mezzo a tutto questo, un artista di strada che suona e canta la sua musica forse, sognando e sperando di trasmettere ancora delle piacevoli sensazioni a chi ha la pazienza di saperlo ascoltare.

Se sei arrivato a leggere fino qui ti ringrazio infinitamente, se pensi che l’articolo meriti di essere condiviso allora cosa aspetti..fallo. Tutte le considerazioni sono frutto delle mie personali sensazioni. Se ho scordato di nominare qualcuno, mi scuso chiedendovi di scrivermi in privato per rimediare.
Saluti e Buona Luce a tutti.
Maurizio Peis

 

La Bottega della Luce: http://www.labottegadellaluce.org/

 

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