L’effetto seta o motion blur

Buongiorno a tutti, oggi parliamo di come possiamo fotografare e creare effetti artistici con l’acqua. Chi di voi non ha mai visto una foto suggestiva ad esempio, con quell’effetto particolare chiamato in gergo “effetto seta” ? Tanto per capirci, quando l’acqua assume la consistenza di un velo setoso in tutto il suo corso come nella foto qui affianco.
L’effetto del motion blur rende senza ombra di dubbio la foto molto più interessante e suggestiva. Occorre tuttavia rispettare qualche semplice regola che ti permetterà di realizzare lo scatto desiderato.
Per prima cosa ci occorre una location degna di nota. Un ruscello, una fontana, una cascata ma anche il mare o un fiume. Dove l’acqua insomma scorra e si muova più o meno velocemente.

Occorrente indispensabile è il treppiede o una base su cui poggiare la reflex. Se non vogliamo che la nostra immagine sia mossa e quindi non leggibile. Un consiglio personale, dato più dall’esperienza che da altri fattori, se vi trovate a fotografare un ruscello e quindi siete in mezzo al bosco o in campagna in generale, indossate sempre l’abbigliamento adatto. Sembra una banalità però il più delle volte si tende a sottovalutare l’attrezzatura da indossare e, un buon paio di scarpe da montagna o di stivali di gomma risolvono diversi problemi.
Una volta trovato il nostro soggetto da immortalare uno strumento, non indispensabile ma comodo che utilizzeremo è lo scatto remoto. Che sia il classico da collegare o un telecomando a infrarossi sono comodissimi e ci permettono di poter scattare senza muovere o far vibrare il corpo macchina. In alternativa se non disponiamo di entrambi, non ci resta che usare lo scatto temporizzato di qualche secondo. Sia lo scatto remoto che il telecomando possono essere acquistati a modiche cifre sui siti di vendita on line o specializzati.

L’esposizione

La sfocatura del movimento ha il suo segreto nel tempo di posa. Nel momento in cui scattiamo dobbiamo tenere conto per prima cosa sul tempo che daremo al nostro scatto. Non vogliamo congelare l’acqua, per cui avremo bisogno di tempi rapidissimi, e quindi ci muoveremo al contrario, e cioè, usando un

tempo lungo nell’ordine del ½ secondo a crescere fino anche a diverse ore. Teniamo presente che è molto importante anche settare la macchina sugli ISO e il diaframma giusti. Per questi ultimi due settaggi prima di cominciare, consiglierei di impostare la macchina in manuale con ISO bassi, i cento sono il punto di partenza a diminuire se lo strumento lo permette. Questo diminuirà quel rumore digitale fastidioso ed eventuali correzioni in post produzione.
Mentre i numeri di f è consigliabile tenerli sugli f/13 – f/16 sono un buon compromesso per evitare che la troppa luce dovuta anche a un tempo di posa elevato comprometta il risultato. E qui, per evitare ciò, ci vengono in aiuto i filtri ND.

Filtri ND (Neutral Density)

I filtri ND, neutral density o densita neutra, sono dei particolari filtri che limitano alla luce di passargli attraverso. Ne esistono di due tipi:

1) filtri ND – Circolari
2) filtri ND – A Lastrina

I primi si avvitano letteralmente sull’obiettivo (figura n°3) mentre i secondi hanno un supporto tra il filtro stesso e l’obiettivo e hanno una forma quadrata.
Ora, proviamo a fare degli esempi pratici come se fossimo sul campo a scattare. Per prima cosa dopo aver individuato un luogo adatto allo scatto, e quindi, una cascata, un ruscello o al mare.
Dobbiamo preoccuparci di fissare per bene il cavalletto. Vi ricordo che un minimo movimento del supporto potrebbe compromettere il risultato, a meno che non stiate cercando un effetto mosso diffuso particolare. O se, ad esempio, vi trovate in un posto aperto con forte vento, non fissare bene il cavalletto potrebbe far cadere a terra tutta la vostra attrezzatura fotografica e rischiare danni peggiori.

Detto ciò, regoliamo i parametri della macchina, tenendo conto di inquadrare bene il soggetto, settiamo gli ISO, l’apertura focale e infine il tempo di esposizione utilizzando l’esposimetro. Naturalmente consiglio di farlo senza aver montato il nostro filtro ND, che applicheremo una volta finito per fare gli ultimi calcoli.
Prendiamo come esempio la foto n°1. Si tratta di una foto scattata ad un ruscello nel sottobosco, quindi con poca luce. I parametri della macchina registravano ISO 100 con f/5 e un tempo ottimale di 1”. Dopo l’applicazione del filtro, nel mio caso l’ND8 (Figura n°3) che ci toglie tre stop di luminosità, l’esposizione è stata corretta a 8”. (1”>2”>4”>8”).

Inizialmente potrebbe risultare macchinoso, ma con un pochino di pratica si fa in fretta a prendere dimestichezza con i passaggi appena descritti.

Altro consiglio, sarebbe meglio scattare quando le luci della giornata cominciano a calare o alle prime luci del mattino se non disponete di un buon filtro e volete cimentarvi nelle lunghe esposizioni. In assenza di un filtro ND, potrete sempre sfruttare, se ne avete uno, di un filtro polarizzato, toglie sempre uno stop di luce. Ricordatevi che, in caso, il miglior metodo per imparare a scattare è l’esperienza. Quindi prendete la vostra macchina fotografica e scattate, scattate, scattate. E citando il grande Settimio Benedussi: – E’ meglio una fotografia sbagliata, un po’ misteriosa, che pone curiosità, dubbi, domande, piuttosto che una fotografia perfetta.

Come sempre spero di essere riuscito a darvi qualche consiglio utile, non pretendiamo di essere la bibbia della fotografia, ma speranzosi di aiutare chi per gioco o per passione si avvicina al mondo della fotografia.

Buona luce a tutti.
Maurizio Peis

Commenti recenti

Archivi

Link Amici

Odesfotografiche di Maurizio Peis

L’anima dei Luoghi di Paola Tornambe’

Scorre il Tempo di Paola Tornambe’