Dopo l’ennesimo spontaneo ritratto postato sul mio account instagram, penso sia arrivato il momento di affrontare, anche se in maniera leggera, il discorso della fotografia di ritratto. Se anche tu, sei attratto dai volti delle persone che incontri, questo tipo di immagini prima o poi la inserirai nel tuo portfolio e magari sarà proprio questa, la foto che diventerà il tuo cavallo da battaglia. Ovviamente io son di parte e amo i ritratti, che reputo tremendamente affascinanti e riescono a tornarmi quelle soddisfazioni sottili, soprattutto quando vengono “rubati”. Si non lo nascondo, molti dei miei ritratti vengono effettuati all’insaputa del mio “modello/a”, anche perché se lavorare con le persone è certamente stimolante, riuscire a cogliere certi stati d’animo è altamente difficile quando punti un obiettivo in faccia a qualcuno e quindi inesorabilmente l’approccio cambia.

Proprio per questo principio, credo che per la realizzazione di uno scatto all’altezza della situazione e che risulti di forte impatti per l’osservatore non è strettamente necessario avere uno studio fotografico attrezzato di tutto punto, ma bastano le principali basi della fotografia, il giusto occhio e magari la location ad hoc per portare a casa un ritratto ben realizzato.

L’altra sera vedevo su un programma in ricordo dell’attore Robin Williams, fino a quando una serie di fotografie e precisamente di ritratti in cui ogni scatto aveva un’espressione diversa mi ha fatto riflettere di quanto “movimento” può avere un immagine. Alcuni fra i professionisti hanno questo concetto e riescono anche a portarlo all’estremo, soprattutto se si ha la possibilità di interagire con chi stai fotografando. Farlo sentire a proprio agio, senza imporgli direttamente pose o quant’altro di certo torna utile perché diventa la cosa più vicina alla spontaneità. Ovviamente siamo ancora lontani dal riuscire a cogliere l’anima dallo sguardo di chi fotografi, ma può essere un inizio e di certo almeno non fa stancare lui e nemmeno te. Ovviamente se hai previsto una sessione di shooting è ovvio che tu debba fermarti prima di iniziare. Prova a dialogare con la persona, cerca di conoscerlo un po’ e magari con l’aver creato un po’ di confidenza, non sarà rigido quando inizierai a girargli intorno con luci e obiettivo puntati in faccia. Vi lascio un esempio di un ritratto fatto ad una ragazzina durante lo scorso corteo storico del mio paese, dopo averla vista e parlato un po’ con lei. Il suo sguardo è sereno e fiducioso, e anche se non è il mio genere principale, amo molto questa fotografia. Ah quasi mi scordavo, i miei ritratti sono al 99% in bianco e nero e c’e una ragione ovviamente, ma magari ne riparleremo in qualche altro articolo.

Quando ti troverai a fare il tuo ritratto, ricordati che puoi scegliere due strade: la prima è chiudere l’inquadratura sul soggetto, escludono l’ambiente e il contesto in cui questo viene fotografato, mentre la seconda è prettamente l’opposto e cioè riusciere a immergere il tuo soggetto in un contesto a più ampio respiro, e in tanti lo chiamano ritratto ambientato. Non vi confondete sempre di ritratti si parla ma il taglio, la composizione e la cura dei particolari fanno la differenza. Alcuni fotografi preferiscono una o l’altra; se volete avvicinarvi al genere vi consiglio di iniziare a leggere quanlche buon libro dei maestri del genere e magari prendere spunto dalla loro visione. Intendiamoci copiare August Sander, giusto per citarne uno, è praticamente follia, ma cercare di “leggere” il suo modo di concepire il ritratto di certo ti aiuterà ad aprire nuove strade in cui sperimentare, provare, di certo sbagliare ma comunque migliorarsi.

Ovviamente avrai già sentito parlare dell’effetto bokeh e cioè la tecnica per sfocare lo sfondo. Si tranquillo non te lo chiedo perché hai l’ultimo Iphone che simula l’effetto, ma te lo dico perché nel mondo della ritrattistica è uno degli effetti più utilizzati poiché rafforzano e rendono un immagine davvero funzionante. Quindi quando sei in procinto di fare il tuo ritratto, ricordati che hai a disposizione quest’arma, sfruttala bene perché può regalarti la chiave per il successo della tua foto. Nello scatto che ti propongo di seguito potrai vedere lo stacco del soggetto dallo sfondo e comunque ricordati che un obiettivo fisso e molto luminoso di certo creano un effetto migliore rispetto all’esempio che ti porto visto che in questo caso ero con uno zoom e magari a una bella distanza.

Ricordati che non per forza il ritratto sarà un primo piano. Cerca di vedere e cogliere il momento da punti di vista diversi da quelli convenzionali. Mi spiego meglio. Proprio oggi mi trovavo al saggio di danza di mia nipote e ovviamente la macchina fotografica era con me. Non nascondo che non vi erano grossi spunti per riuscir a tirar qualcosa di diverso dalle classiche foto alle bambine che ballavano, fino a quando girandomi ho visto questa signora vicino a me con uno sguardo e posizione da sognatrice. Nel rivedere lo scatto ho pensato magari che si stesse godendo la nipote mentre ballava e che magari per un secondo ha gettato il pensiero a tanti anni fa quando come lei aveva l’età per godersi una splendida infanzia…

La prima e grande regola per i ritratti è che lo scatto dovrebbe essere eseguito all’altezza degli occhi. Di certo ne sarai già a conoscenza e nemmeno mi soffermo a spiegarti il perché visto che la cosa è talmente banale quanto importante. Ma sappi che ogni regola è scritta per essere anche “forzata”. Nella ritrattistica i margini sono più stretti rispetto ad altri generi ma nessuno ti vieta di vedere con il tuo occhio nuove prospettive e forse magari un giorno troverai il tuo modo di fare ritratti in maniera personale. Certo ormai se ne vedono di tutti i tipi e maniere, soprattutto con l’era del digitale ma ricordati sempre che sei TU e solo tu l’artefice delle tue fotografie e quindi cerca di trovare la tua strada. Come quando senti la voce di un cantante e subito la riconosci, così quando vedi gli scatti dei grandi maestri, riconosci subito la mano che l’ha scattata.

In questo articolo non entro nell’aspetto strettamente tecnico nell’uso degli obiettivi, di alcuni filtri, dei giochi di luce e di come usare la macchina in M o anche solo in priorità di diaframma visto che cercherò di analizzare ogni suo aspetto in articoli diversi. Voglio solo iniziare ad accompagnarti in questo genere di fotografia, che per quanto mi riguarda è uno dei più belli visto la ricchezza di possibilità che ti da lo sguardo di un uomo.

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