Con questo articolo vogliamo dare due semplici indicazioni a tutte quelle persone che vogliono dare alle loro foto un tocco diverso. Avrete certamente scattato qualche volta delle foto, e quasi sicuramente lo avrete fatto con il vostro cellulare. Credo che scattare foto sia diventata oramai una delle prime cose che si fanno già in tenera età. E talvolta capita che riguardando il risultato degli scatti appena fatti, magari al vostro piccolino, non risultino esattamente dei capolavori, passatemi  il termine.

Lasciando perdere impostazioni varie di ISO, esposizione e diaframmi che sono pane per provetti fotografi. E soprattutto perché il vostro amato telefonino o la fotocamera digitale gestiscono tutto tranquillamente in automatico. Dovete sapere che esistono delle semplici regole che potrebbero aiutarvi a scattare delle immagini, se non proprio opere d’arte, ma con risultati gradevoli.

 

Regola dei Terzi

Una di queste regole compositive di base, quella dei terzi appunto, permette posizionando il soggetto delle vostre foto in un punto preciso dell’inquadratura, di avere vantaggi non indifferenti. Infatti a seconda dei casi. rende più armoniosa l’immagine e da dinamicità allo scatto. In passato anche i grandi pittori creavano le loro tele seguendo questo principio. Leonardo Da Vinci, uno fra i tanti. Ma i natali di questa regola si ebbero già dall’antica Grecia. I greci, grandi perfezionisti utilizzavano la sezione aurea (questa ha bisogno di un capitolo a parte che vedremo in seguito), antenata della regola dei terzi, per costruire i loro gioielli architettonici (foto sopra a destra). Anche i romani successivamente capendo l’importanza del concetto di proporzione avevano fatto loro i segreti per proseguire nelle loro opere costruttive. Fino ai giorni nostri con l’applicazione fotografica, figlia di quell’arte che per secoli aveva regalato capolavori che ancora oggi possiamo ammirare.

Per capire meglio il concetto dei terzi immaginate che lo schermo del vostro dispositivo venga diviso in tre parti uguali. Tracciate mentalmente due linee verticali e due linee orizzontali di uguale misura come nella figura seguente. Come potete v edere le linee si incontrano in quattro punti che vengono chiamati “punti di forza” (foto sopra a sinistra).
La parte centrale di questa divisione in riquadri viene chiamata “zona aurea”.
L’occhio umano per abitudine, quando osserva una foto, si focalizza in particolar modo nei punti di intersezione.
Per questo le foto che in generale rispettano questa semplice ma importante regola risultano più interessanti di altre.

Regola dei terzi nel ritratto

Naturalmente le applicazioni sono tante, ad esempio, trovandoci di fronte a un ritratto, un viso avrebbe maggior risalto se posizionassimo gli occhi in corrispondenza delle linee appena citate. O ancora, fotografando una persona in piedi a mezzo busto come ad esempio nelle foto seguenti, sarebbe interessante inserire la sua figura lungo la linea verticale o orizzontale (linee guida), a seconda dell’inclinazione della fotocamera cercando di tenere la linea di intersezione ancora una volta all’altezza degli occhi. La posizione del soggetto decentrata ne risalta l’importanza rispetto a tutto il resto.

             

E’ opportuno dire che nei ritratti è importante ciò che si vuole rappresentare o si vuole porre in evidenza, le foto sopra mostrano dinamismo, movimento e attività in genere. Nella moda queste regole ad esempio non vengono rispettate perché il soggetto andrà posizionato al centro. Questo darà più evidenza al suo modo di essere o di vestire, un concetto specificatamente pubblicitario.

Regole dei terzi nei paesaggi

I paesaggi probabilmente sono il tipo di fotografia che ognuno di noi ha scattato e che ha in maggioranza come tipologia di scatti archiviati, quante volte vi sarà capitato di fare una gita fuori porta e trovarvi di fronte a uno spettacolo naturale che merita di essere immortalato come ricordo oppure, il classico tramonto al mare o in montagna. Nel caso vi troviate nel dubbio di rappresentarlo degnamente ricordatevi che la regola dei terzi può venirvi in aiuto. Vi stareste domandando come! Facciamo qualche esempio.
Il paesaggio è un opera d’arte naturale quindi non abbiamo un gran lavoro da fare se non fotografarlo in maniera degna. Ipoteticamente potremo dividerlo in due parti con la terra e il cielo che occupano perfettamente la metà sottostante e soprastante il vostro schermo. Ora provate a utilizzare la griglia dei terzi, e spostandola una volta facendo occupare al cielo i due terzi sopra e poi viceversa, quindi facendo occupare i due terzi sotto alla terra, sfruttate le linee orizzontali per sovrapporle con la linea dell’orizzonte terrestre. Questo vi permetterà di avere anche degli scatti allineati in maniera corretta, specialmente se vi trovate di fronte a un paesaggio marino, dove spesso è facile vedere foto con il mare che pende a destra o a sinistra. Avete mai visto il mare in discesa?! Non credo.
Nella fotografia sopra, scattata al mattino all’alba, abbiamo anche un ulteriore fattore. L’aggiunta del sole, ma potrebbe essere qualsiasi altra cosa come un albero, la luna, una montagna ecc… Allora in questo caso fate combaciare questo elemento con il punto di forza, ne risalterà la presenza rafforzando lo scatto e la composizione visuale risulterà più equilibrata.

Altri campi di applicazione e non

Nei vari tipi di  fotografia non sempre la regola dei terzi viene applicata, abbiamo accennato prima alla fotografia di moda, dove è fondamentale inserire i soggetti al centro dell’immagine per dare risalto a quello che indossano, che siano abiti o gioielli. Anche nella Macrofotografia, spesso troviamo i soggetti al centro come nell’esempio della cavalletta. L’attenzione in questi casi deve essere attirata centralizzando sui particolari e i dettagli in maniera diretta.
La fotografia di edifici o di figure geometriche spesso non rispettano le regole dei terzi in quanto ci troviamo obbligati a seguirne la simmetria. Risultano comunque ottimi scatti, e la regola può essere seguita o infranta a seconda delle nostre esigenze. L’unico sistema per capire quando usarla o no è data dall’esperienza per cui un consiglio che mi sento di darvi e di scattare, scattare e scattare provando ad applicarla e ad infrangerla.

 

Conclusioni

Se avete a disposizione un programma di editing fotografico potrete provare anche voi a migliorare le vostre vecchie foto sistemandole secondo la regola dei terzi e valutare se migliorano. Provate anche ad osservare immagini o quadri fatte da altri e mentalmente disegnata la griglia dei terzi per vedere se la regola è stata applicata oppure no cercando anche di capire perché non è stata applicata.
Questi semplici esercizi aiuteranno a migliorare sostanzialmente i vostri lavori fotografici.
Per l’applicazione della regola dei terzi, non è un “must” come detto, ci sono fotografie che funzionano anche senza che si rispettino. L’importante è conoscerle, creare un bel pacchetto di esperienza personale e poi provare a muoverci come meglio crediamo.
Con questo articolo spero di avervi dato qualche pratico consiglio per migliorare le vostre foto, non vogliamo essere certo la bibbia dei manuali di fotografia però, la regola dei terzi nel corso degli anni ha fornito un ottimo strumento per trasformare foto banali in altre perfettamente riuscite.

E comunque da ricordare sempre che “non ci sono regole per una buona foto, ci sono solo buone fotografie” (cit. Ansel Adams).

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Buona Luce a tutti
Maurizio Peis

 

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