Molte volte sottovalutiamo alcuni aspetti che nel corso della nostra attività/passione, risultano importanti tanto quanto la riuscita di una buona fotografia. Questo è il caso della liberatoria fotografica, un documento fondamentale che quasi tutti sottovalutiamo o pensiamo di non averne bisogno. Ovviamente come in tanti, anche io frequento gruppi fotografici sul web (anche se a volte ne farei a meno) e costantemente vedo tanti appassionati, scervellarsi per inserire un copyright dell’immagine. Non fraintendetemi, è giusto e sacrosanto che ognuno debba cercare di salvaguardare il proprio lavoro, e infatti a breve farò un articolo sul  watermark, ma a volte pensare a più largo raggio, aiuta a non trovarsi in situazioni imbarazzanti. Per imbarazzante intendo l’essere contattato dal soggetto sconosciuto di una tua foto, che ingenuamente hai postato sul tuo bell’account di Instagram, e regolarmente ti viene chiesto la spiegazione del perchè si ritrova immortalato nonché pubblicato a sua insaputa. Voglio ricordarvi la potenza del web: ogni qualvolta scrivi, pubblichi, commenti e solamente condividi un qualcosa, la tua azione è potenzialmente in mondo visione, quindi pensaci bene a quello che fai.

Ovviamente nessuno di noi vorrebbe inventarsi delle scuse per giustificare la propria fotografia e il motivo del suo utilizzo, ma vi ricordo che questo non è consentito dalla legge. Ognuno di noi, se non in determinate circostanze, ha il DIRITTO di non apparire in nessun video o fotografie che lo ritrae quando quest’ultime vengono pubblicate. Diverso è il discorso se le fotografie rimangono nel vostro archivio personale. Contestualmente nessuno ti può vietare di fotografare (ci son zone in cui è proibito, ma ci saranno anche le indicazioni che ve lo ricorderanno) ma il discorso cambia quando vi è un utilizzo dell’immagine (che sia editoriale, sul web o anche una mostra) senza il consenso dell’interessato.

In questo caso l’unica cosa che vi salva dal rimuovere una foto e dal tuo portfolio è proprio la liberatoria, che ovviamente deve essere compilata in duplice copia, di cui una data al soggetto ripreso e l’altra conservata quale dimostrazione della volontà dell’assenso all’uso dell’immagine da parte dell’interessato. Detto questo vi ricordo che ci sono casi in cui questo documento non serve ed in particolare per personaggi pubblici (ecco perché l’esistenza dei famosi “paparazzi”) oppure nello svolgimento di manifestazioni pubbliche, eventi, concerti, se vi è lo scopo ultimo di polizia o di giustizia, per scopi didattici o culturali o infine se ovviamente nella foto il soggetto ritratto non è riconoscibile.

Premesso questo quindi vi consiglio caldamente di avere sempre delle copie di liberatorie con voi quando uscite per fotografare poiché non saprete mai cosa vi aspetta e magari il miglior scatto sarà quello di un ritratto particolare e rischiate di non poter utilizzare l’immagine.

Di liberatorie fotografie sul web ne trovate quante ne volete ma per comodità vi lascio quella che utilizzo io e che è sempre presente nella mia borsa, anche semplicemente quando esco a farmi un giro in paese.

Scarica la LIBERATORIA FOTOGRAFICA

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